ambasciata in Senegal

IMPORTANTE APPELLO DELL'AMBASCIATORE IN SENEGAL ENRICO MURATORE

 Ragazzi, la nostra amica Natasha Sniatowsky sta lottando per ottenere la revisione del processo di tre persone condannate a pene pesantissime (una di esse a morte) per crimini che non hanno commesso (vedete www.freewestmemphis3.org) . Ha bisogno di aiuto. Per favore scrivete una lettera o mandate una cartolina di sostegno  (http://www.freewestmemphis3.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=41&Itemid=55) e convincete almento un altro amico a fare la stessa cosa, e cosi' via. Firmate la petizione (http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?wm3ata). GRAZIE!

Nuove dall'ambasciatore Alcatrazziano in Senegal: Enrico.

 

Ciao carissimi. 

E' arrivato il primo carico di 5000 senegalesi per Alcatraz? Ho messo su un fiorente commercio di visti, un po' come faceva l'ambasciata d'Italia, solo che io li vendo a metà prezzo (solo 2500 euri l'uno, un affarone*). Preparate le tende, i pentoloni per il Thieboudien (comprate il riso) e i cessi da campo!

 

 

Ok detto questo qui la situazione va abbastanza bene, mi sono un po' alleggerito nello spirito, ma anche nel corpo perchè mi hanno soffiato il portafoglio (i senegalesi sono mariuoli, all'amico che era con me, Presidente di peace Culture!, Monticelli Rag. Davide, gli hanno fregato la macchina fotografica e 20.000 franchi il giorno dopo) e sto per perdere il lavoro ma comunque NON TORNERO' IN ITALIA se non in vacanza (vengo infatti da fine luglio a metà agosto, potrebbe essere un'occasione per venire ad Alcatraz).

 

Vi mando un po' di foto del mio lavoro di rappresentanza di Alcatraz nel mondo e specificamente in Senegal.

 

Chiudo ricordandovi che sono ormai 26 mesi che non mi mandate lo stipendio e che non sarebbe male se poteste mandarmi 500 - 600 mila euri di acconto, per le piccole spese, che ho i creditori alle porte.

 

Saluti,

ENRICO

 

*vedi articolo http://www.meltingpot.org/articolo13474.html Il funzionario in questione e' stato rimosso dall'incarico.

 

 

Dall'Ambasciatore in Senegal Enrico: Peace Culture!

 

PEACE CULTURE!

 

Ciao cittadini!

Come forse saprete, ho creato con alcuni amici un'organizzazione che si chiama Peace Culture! Abbiamo cominciato con il Kenya. Per il Rwanda l'anno scorso abbiamo tirato su una campagna durata 15 settimane sul blog di Beppe Grillo (a cui ha aderito tra gli altri anche Dario Fo) e quest'anno cerchiamo di promuovere la candidatura al premio Nobel per la Pace di Pierantonio Costa, Yolande Mukagasana e Zura Karuhimbi, tre Giusti che hanno fatto cose eccezionali durante il genocidio (Pierantonio ha salvato oltre 2.000 persone), vedi FACEBOOK.

la foto dell'incontro tra Costa, Yolande e Dario Fo (che ha donato due quadri alla causa)

 

 

Tra coloro che hanno svolto ruoli eroici, ma non possono vincere il Nobel che non puo' essere conferito postumo, c'è il capitano Mbaye Diagne, che era osservatore militare delle Nazioni Unite durante il genocidio in Rwanda. Salvo' svariate centinaia di persone, fino alla morte che lo colse durante una missione di salvataggio il 31 maggio 1994 (il link su FACEBOOK o ancora la testimonianza dello scrittore Boubacar Boris Diop su Mbaye Diagne http://www.beppegrillo.it/2009/06/le_interviste_d_4/index.html). Ora Coumba Diagne, sua figlia, vuole creare la sezione senegalese di Peace Culture! per promuovere un progetto volto a fare conoscere le azioni di suo padre nel suo paese ed internazionalmente. 

Vogliamo partecipare?

Enrico

 

Morto Giorgio I di Seborga

Mi dispiace rovinare l'atmosfera giocosa ma in qualità di diplomatico mi vedo costretto a ricordarvi il dovere di esprimere le ufficiali condoglianze al Principato di Seborga per la perdita del Principe Giorgio I.

 

Morto Giorgio I di Seborga: rivendicava l'indipendenza del "Principato" ligure

 

IMPERIA (24 novembre) - È morto oggi all'età di 73 anni Giorgio I di Seborga, al secolo Giorgio Carbone. Proclamato "principe" del borgo ligure che si trova alle spalle di Bordighera, in provincia di Imperia, nel 1964, per anni ha rivendicato l'indipendenza del "Principato" dalla Repubblica Italiana in virtù di un antico status.
 

Le iniziative del Principe per l'indipendenza del borgo. L'originale principe è morto nella sua abitazione del paese ligure dopo due anni di malattia: era affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica. Negli anni aveva promosso diverse iniziative legate all'indipendenza del Principato, a partire dalla realizzazione di un passaporto simbolico fino al conio di una propria moneta chiamata il Luigino di Seborga, che priva di valore legale ma utilizzata come "buono" spendibile in città.

Secondo alcuni abitanti, documenti storici testimonierebbero il diritto all'indipendenza del borgo: il rivendicato statuto del paese - che si considera Stato sovrano sin dall'anno 954 d.C. e Principato dal 1079 - non è però riconosciuto da alcuno stato, né organismo internazionale, anche se a località viene considerata da alcuni storici britannici la "prima Monarchia costituzionale al mondo".

 

Giorgio Carbone (Giorgio I di Seborga) e il borgo dell'imperiese diventato un caso

 

Enrico Ambasciatore Plenipotenziario a Dakar

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